18 aprile 2008

I piccioni di Putin e le profezie di Che Guevara.

Ci risiamo!  La politica delle “pacche sulle spalle” e del “bagaglino” del buon vecchio Silvio Berlusconi, ma io non sono un cultore della buone maniere, quindi se tette e culi aiutano, che ben vengano. Ma aiutano?

Non a caso Putin è il primo leader che SB incontra dopo le elezioni. Putin rappresenta l’asso nella manica di Berlusconi per prendere due piccioni con una fava.


Il primo piccione: Alitalia. Io sono personalmente convinto che Berlusconi non si augurasse una vittoria di così larga misura, certo è stato felice sul momento, ma ora? Si trova a governare un Paese in grave crisi con una situazione internazionale orrenda. Peraltro ha in casa un problema molto grosso, la compagnia di bandiera tra l’incudine e il martello e su cui lui ha più volte giurato l’interesse dei suoi figli (un tempo giurava sulla loro testa, almeno ora ai figli di SB va meglio..). Putin potrebbe servire per spaventare i francesi e per garantirsi ancora qualche giorno per prendere una decisione reale. Mossa interessante che non cambia però i termini del problema.

 

Il secondo piccione: il gas. SB lo sa. Il campo energetico sarà, almeno per i prossimi 5 anni la chiave di volta dell’economia italiana. Dalle imprese energetiche lo Stato riceve i dividendi che gli consentono di mantenere le tasse stabili (o abbassarle), al tempo stesso sulla bilancia commerciale l’energia (sia come gas sia come elettricità) pesa in modo sostanziale e determinante comportando un deflusso di capitale verso l’estero. Sulle questioni energetiche si giocano le principali direttive di politica estera e i rapporti con il medio oriente. Infine Berlusconi è stato votato perché “uomo del fare”, perché ci si aspetta uno sviluppo sostanziale delle infrastrutture, rigassificatori in primis. Non a caso Ortis, Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha parlato quasi solo di infrastrutture nelle conclusioni dell’Energy Lab di questa mattina.

Putin è l’uomo che può far quadrare il cerchio: senza dover promuovere la concorrenza in Italia e mantenendo Eni che controlla tutta la filiera ed estromette i concorrenti, SB, tramite Putin, può assicurarsi il gas dic ui ha bisogno per calmierare almeno un po’ i prezzi, far realizzare ricchi contratti di estrazione ad Eni ed Enel e sviluppare le opere strategiche necessarie allo sviluppo del Paese. Grazie a Putin e a Medvenev, SB può continuare a garantirsi i ricchi dividendi di Eni cercando di limitare l’impatto del costo del gas sulla bilancia infrastrutturale e presentandosi a nuovi fornitori (Nigeria, Quasar) forte di Putin alle sue spalle.

  Che Guevara, memore dei propri viaggi per il Sud America in motocicletta, pare consigliasse spesso di non guidare le moto attaccati ad un autocarro perché se l’autista vede un pericolo può frenare di colpo, lui si blocca perché è dotato di buoni freni, la moto ci finisce sotto perché è vecchia e scassata. Il condottiero argentino si riferiva alla politica estera di Fidel nei confronti (ironia della sorte) dell’Urss. Allo stesso modo trovo che SB si stia comportando da giocatore d’azzardo più che da grande statista. Lo statista coprirebbe le sue mosse con contro-mosse per andare a somma zero, senza esporsi eccessivamente, come si fa con i futures in borsa. Lo speculatore invece si lancia, fa una scelta di campo, come viene viene…Beh se viene, caro SB, siamo tutti con te: avremo ricchi dividendi in seno allo Stato (e alle banche tedesche, v- post 11 aprile 2007) e giacimenti da sfruttare per abbassare i prezzi. Ma se non viene? Se l’autista vede un pericolo e frena? E di pericoli ce ne sono nell’aria con il petrolio in bolla speculativa lanciato verso i 120 dollari al barile, con la Cina che spinge sull’acceleratore e le Olimpiadi alle porte. Con un Medio Oriente in subbuglio, con una cecenia in fiamme… Se Putin frena e nel frattempo noi non avremo puntato su una reale liberalizzazione interna in grado di promuovere la concorrenza, abbassare i prezzi per le imprese e ridare ossigeno all’industria italiana??

Beh lì speriamo che qualcuno ci fornisca un casco qualche secondo prima.

 

Pietro

19:05 Scritto da: economistixcaso | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: putin, berlusconi, alitalia, energia, gas, che guevara, profezie | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Il nuovo asse italo-russo ha iniziao a dare i suoi frutti, sarà forse merito della "qualità" delle democrazie coinvolte?!
Ebbene si, la compagnia francese ha oggi pensato bene di abbandonare il tavolo della trattativa, un tavolo insidioso e quasi paradossale, in cui si schieravano squallidi presaggi di nazionalismo (le rivendicazioni di italianità di Berlusconi) e miopi protezioni di interessi di parte (le rivendicazioni sindacali), il tutto alimentato da faziosi focolai di protesta in strada.
Chissà se ora sindacati e nazionalisti sono felici nel vedere il titolo della compagnia di bandiera sospeso in Borsa, le difficoltà nel avere dei prestiti ponte (che si badi bene non rappresentano una soluzione strutturale, ma solo piccole boccate di ossigeno), e lo spettro di un fallimento sempre più probabile.
Spero solo di sbagliarmi, e lo dico per rispetto delle centinaia di lavoratori Alitalia che potrebbero ritrovarsi senza lavoro, per l'orgoglio di vivere in un Paese dove le imprese possano crescere e svilupparsi in base a logiche trasparenti, liberali e non discriminatorie garantite dal mercato, e non morire per l'interferenza di governi inadatti.

Scritto da: Paolo | 22 aprile 2008

Scrivi un commento